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Appena cominciamo a camminare ci mettono le scarpe. I nostri piedi vengono protetti dalle insidie che si trovano per terra e con le quali potremmo ferirci.

In questo modo, però, ai nostri piedi viene negato un rapporto con la terra: le suole delle scarpe sono sempre in mezzo, tra il nostro piede ed il suolo del nostro pianeta. E’ difficile mantenere il contatto, ad un certo punto non ci pensiamo più e perdiamo la parentela con la terra: non è più nostra madre, è solo un piano d’appoggio su cui camminare e correre.

Sarebbe comunque difficile ricominciare a camminare a piedi scalzi normalmente, perché davvero ci potremmo fare male. Però possiamo pensare di creare delle situazioni protette dove poterci togliere le scarpe ed assaporare il contatto con il suolo.

Abbiamo provato a toglierci le scarpe e i calzini dentro a scuola, che è davvero un luogo protetto. Nessuno ha avuto difficoltà a togliersi le scarpe ed è stata un’esperienza BELLA ED EMOZIONANTE.

Cammino…a piedi scalzi from scuola Valrovina on Vimeo.


Le piante dei nostri piedi erano a contatto: con le piume soffici , con le foglie lisce, con la sabbia morbida, con i sassi pungenti, con la corteccia dura, con la terra umida e infine con l’acqua fresca.

Sentivamo delle sensazioni sempre diverse e piacevoli, nessuno parlava: era troppo bello stare a sentire le sensazioni che salivano dai piedi. Ci sarebbe piaciuto che quel percorso non finisse mai.

Ci sentivamo ABITANTI DELLA TERRA.

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