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LA FARFALLA

LA FARFALLA

LA FARFALLA

L’ultima, proprio l’ultima,

di un giallo così intenso, così

assolutamente giallo,

come una lacrima di sole quando cade

sopra una roccia bianca

così gialla, così gialla!

L’ultima,

volava in alto leggera,

aleggiava sicura

per baciare il suo ultimo mondo.

… Ma qui non ho visto nessuna farfalla.

Quella dell’altra volta fu l’ultima:

le farfalle non vivono nel ghetto.

 di PAVEL FRIEDMAN

“La farfalla” è una poesia di Pavel Friedman, uno dei bambini  ebrei rinchiusi nel campo di Terezin. La scrisse su un pezzo di carta che fu ritrovato dopo la liberazione, alla fine della seconda guerra mondiale.Il ricordo dell’ultima farfalla vista fuori dal ghetto, simboleggia la libertà che non ha avuto.

 

IL GELATAIO TIRELLI

IL GELATAIO TIRELLI

Lunedì mattina le maestre ci hanno letto un bellissimo libro

“IL GELATAIO TIRELLI” 

Tirelli era un gelataio e prima di lui lo era stato suo zio.Era cresciuto con lui e la sua mamma in Italia, a Venezia dove un tenerissimo zio gelataio si era preso cura di lui viziandolo con i suoi gelati dai gusti uno più buono dell’altro. Tirelli andava nella sua gelateria ogni giorno e ogni giorno c’era per lui la meraviglia di assaggiare cose buonissime.

Il ricordo di quel tempo e delle sensazioni familiari legate al gelato lo avevano accompagnato anche dopo il suo trasferimento a Budapest e anche dopo, da adulto quando aveva deciso di aprire una gelateria.

La gelateria del gelataio Tirelli era un riferimento per i bambini del suo quartiere. Tra i suoi clienti preferiti c’era anche Peter, un ragazzino ebreo molto goloso.

Purtroppo nel 1944. durante la seconda guerra mondiale, i nazisti invasero la città e la famiglia di Peter fu costretta a fare i conti.

Il ricordo della sua vita felice in Italia e di quanto suo zio si fosse preso cura di lui, spinge Tirelli a prendersi cura degli altri

E così che Tirelli decise di fare qualcosa di più dolce di qualsiasi gelato: aiutare il piccolo Peter, la sua famiglia e altre famiglie di ebrei in pericolo. Con coraggio, rischiando la sua stessa vita, li nascose nel retrobottega della sua gelateria.

Fuori nevicava, pioveva, la guerra infuriava, ma dentro il negozio erano al sicuro.Passò l’inverno e in primavera finalmente la guerra finì. Peter e la sua famiglia, i vicini che abitavano dall’altra parte della strada, e gli amici della sinagoga, lasciarono la gelateria e piano piano provarono a tornare alla vita di tutti i giorni. Molti ebrei  ungheresi riuscirono a salvarsi e a fuggire ai rastrellamenti e alle deportazioni.

Ecco perchè il gelataio Tirelli è stato riconosciuto come “Giusto tra le Nazioni”, un titolo riservato a tutti i non ebrei che, durante la Seconda Guerra Mondiale, hanno salvato anche un solo ebreo perseguitato.

 

Lavoro delle classi seconda e terza
NAUSICAA DELLA VALLE DEL VENTO

NAUSICAA DELLA VALLE DEL VENTO

Film NAUSICAA della Valle del Vento.

Tutti gli anni, i primi giorni di scuola guardiamo un film collegato al titolo scolastico. Quest’anno ci divertiremo con “LA RICCHEZZA DELLA TERRA” e il film che 4+5 hanno visto si intitola “ Nausicaa nella valle del vento” del regista giapponese H.Miyazaki. La principessa protagonista vive nella Valle del VENTO, una delle poche zone ancora popolate perché il vento ripulisce l’aria dai gas tossici scatenati da un cataclisma. L’intero pianeta è ricoperto da una foresta tossica e la superficie terrestre è abitabile ancora solo in alcune parti. Nausicaa ha due doni: saper cavalcare il vento come gli uccelli e comunicare con gli OHM i giganteschi insetti guardiani. Grazie alle sue abilità, all’amore e alla stima del suo popolo, Nausicaa intraprende una coraggiosa sfida volta a ristabilire la pace e a riconciliare l’umanità con la Terra. La giovane ragazza porta un fucile che usa solo quando ne ha bisogno e non lo usa per uccidere ma per difendersi o mandare via i mostri. Forse sarebbe bello diventare un cavaliere del vento, saper domare gli Ohm, salvare il proprio popolo e la propria città .. Noi siamo stati affascinati dal cartone   abbiamo capito quanto sia importante rispettare la nostra Terra per non trovarci in un mondo “TOSSICO”.

 

Corinna, Mariavittoria, Alessandro C, Domenico, Giovanni Pe.

 

LE GROTTE DEL CAGLIERON

LE GROTTE DEL CAGLIERON

Grotte del Caglieron

Venerdì 20 settembre 2019 noi ragazzi della scuola primaria G.Merlo di Valrovina, siamo andati in uscita alle Grotte del Caglieron ( che si trovano in provincia di Treviso). Siamo partiti alle 8,30 da scuola e ci abbiamo messo circa due ore e mezzo; in bus abbiamo parlato, chiacchierato, eravamo molto ansiosi di scendere per visitare le grotte e mangiare. Alle 10.00 abbiamo fatto merenda e subito ci siamo incamminati lungo il sentiero, anche scivoloso, delle grotte. I ragazzi di classe 5^ si sono divisi in quattro gruppi da cinque alunni ciascuno per spiegare ad ogni classe l’approfondimento studiato in classe nei giorni precedenti a scuola. Le grotte sono una serie di cavità in parte naturali e in parte create dall’attività dell’uomo che si trovano nel comune di Fregona ai piedi del Cansiglio. La prima grotta che abbiamo visitato è stata quella della Madonna: una piccola caverna che ha una inferriata all’ingresso per poterla chiudere durante la notte da parte dei responsabili della Proloco. Al suo interno un piccolo altare e qualche scranno in pietra arenaria favoriscono la preghiera dei visitatori. Subito dopo ci siamo immersi in una grande e profonda grotta “dei Breda” in cui la visibilità diminuisce ad ogni passo. All’uscita ci siamo ritrovati in una passerella di legno con sotto il torrente Caglieron, che ci ha condotto fino alla grotta di S. Lucio del caseificio Agricansiglio utilizzata per stagionare i formaggi. Usciti si apre un bellissimo paesaggio- bel vedere che si chiama “l’Orrido del Caglieron”. Ci è piaciuto molto perché dal soffitto scendevano gocce d’acqua che ci bagnavano la testa. E’ stato bello camminare con i compagni di prima.

Vorremmo tornare con le nostre famiglie e consigliare la gita a chi vuole trascorrere del tempo immerso nella natura.

 

Sara, Chiara, Emma, Marco, Alessandro Man.

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