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Una calamita di mamma

Sempre per il nostro spettacolo di Natale Mascherata-mente, nelle classi 1^ e 2^, abbiamo letto un libro che ha a che fare con la trasformazione della gemma Donato in Mio.

Mio vuole tutto per sè e tiene stretti stretti gli altri rischiando di farli soffocare.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel libro il piccolo orso Pallotto e sua mamma soffrono di una malattia chiamata “frappè di emozioni“, per fortuna il dottore conosce bene questa malattia e li aiuta a guarire.

Per tutte le mamme e i papà che dovessero riconoscere in loro i sintomi di questa malattia, proponiamo la ricetta che ha aiutato mamma Orsa a superare il suo disagio 😉

Per non soffrire di frappè di emozioni,

bisogna avere tutte queste attenzioni:

lasciare Pallotto giocare e danzare,

senza andarlo sempre a disturbare.

Per farlo dormire, va bene un bacino,

e poi lasciarlo solo nel suo lettino.

Evitare la tosse e il raffreddore,

non vuol dire coprirlo a tutte le ore,

con maglioni di lana e vestiti pesanti,

tre sciarpe, un cappotto, due paia di guanti!

Al proprio spazio ognuno ha diritto,

e deve andar bene, sia storto che dritto!

Un cucciolo il mondo deve esplorare,

e dalla sua mamma un po’ separare.

Se questi consigli tu seguirai,

un orso confuso più non crescerai!”

Educazione razionale-emotiva

 

Da diverso tempo la nostra scuola elabora e propone annualmente un progetto di educazione alle emozioni che coinvolge tutte e cinque le classi. Quest’anno il progetto è entrato a far parte pienamente della nostra progettazione educativa e gli obiettivi formativi sono stati declinati per classe. (vedi Progetto tempo pieno da pag 7 a pag.11)

Sempre quest’anno, come insegnanti, abbiamo deciso di fare un salto di qualità e di autofinanziarci una formazione con il prof. Mario di Pietro che ha introdotto in Italia L’educazione razionale-emotiva. All’interno di questa formazione abbiamo previsto anche un momento dedicato ai genitori che sarà la sera del 7 febbraio 2013.

Ecco alcune parole tratte dal suo sito:

L’Educazione Razionale Emotiva viene attuata attraverso un percorso didattico che conduce il bambino ad acquisire consapevolezza delle proprie emozioni e dei meccanismi mentali sottostanti e ad apprendere procedure per fronteggiare in modo costruttivo le difficoltà che può incontrare nell’ambiente scolastico e familiare. Gli obiettivi specifici dell’Educazione Razionale Emotiva: incrementare la frequenza e l’intensità di stati emotivi piacevoli; favorire l’accettazione di se stessi e degli altri; facilitare il superamento di stati d’animo spiacevoli; aumentare la tolleranza alla frustrazione; favorire l’acquisizione di abilità di autoregolazione del comportamento; incentivare la cooperazione in alternativa alla competizione.

Il prof. di Pietro è autore di diversi libri da cui abbiamo tratto spunti per la progettazione dei percorsi e delle attività didattiche.

Ci sentiamo di consigliarne due anche a voi genitori, se cliccate sulla copertina potrete avere maggiori informazioni:

Libro chiaro e semplice con cui iniziare “ad entrare” in questo genere di discorsi

 

Un secondo libro, er chi volesse approfondire un po’

I tuoi occhi

Questi anni di scuola assieme agli alunni e ai colleghi mi hanno insegnato che il nostro modo di “vedere”, di “guardare” gli altri condiziona moltissimo come gli altri si sentono e crescono. Se il nostro sguardo è rivolto a dei bambini, a maggior ragione esso influenza la percezione che hanno di se stessi.

I nostri occhi sono per loro come uno specchio: se vediamo in loro solo il bianco od il nero, questo sarà ciò che rifletteremo indietro. I nostri occhi saranno allora uno specchio che deforma e limita.

Al contrario quando siamo capaci di guardare senza giudicare, con fiducia, o quando addirittura riusciamo ad intuire in ogni bambino quel qualcosa di grande che loro ancora non sanno riconoscere, i nostri occhi divengono uno specchio dove essi torneranno a riflettersi volentieri per andare oltre.

Questo piccolo video è stato realizzato come compito all’interno di un corso universitario che sto frequentando, doveva essere breve e il tempo a disposizione non era infinito…non c’è niente di perfetto dunque!
Ho scelto di utilizzare la metafora degli occhiali sbagliati e di utilizzare effetti nelle immagini, nei suoni e nelle musiche per enfatizzare la distorsione di quando il nostro sguardo diviene giudicante e di utilizzare invece la parola “arcobaleno”, (così cara al nostro ex direttore Aladino Tognon) per esprimere uno sguardo che coglie e apprezza le differenze.

So che nella nostra scuola ogni qualvolta qualcuno di noi indossa gli occhiali sbagliati, qualcun altro lo aiuta a ritrovare i giusti occhiali. E so che molto abbiamo ancora da imparare nel nostro lavoro che è soprattutto fatto di relazioni.

Questo video vuole essere un piccolo contributo alla discussione, niente di definitivo, semplicemente un suggerimento all’interno di un discorso enorme come è quello del ragionare sull’educazione.

Benvenuti sono i commenti da parte di tutti voi.

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