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Lavori di telaio

Studiando la vita nelle prime civiltà abbiamo approfondito un poco l’arte della tessitura, dai primi telai ai telai industriali moderni.

Un po’ per gioco, un po’ per piacere e per curiosità siamo arrivati a realizzare un piccolo tessuto da portare a casa come pensiero per il Natale.

 

Ecco alcune foto della classe 4^ al lavoro

 

Sarebbe bello sapere dove hanno trovato posto questi tessuti ora che sono a casa, ci mandate una foto????

Fantasia di W.Disney – Parte prima

 

Come promesso ai miei alunni di 3^ ecco il link per poter rivedere il filmato guardato assieme a scuola.

Vi ricordo che non è un documentario scientifico, ma un cartone animato 😉
Cliccando sul link arriverete alla pagina del sito dove è ospitata questa prima parte di Fantasia; vi ricordo però che è una cartone animato più lungo … se vi va di vederlo tutto potreste magari trovare qualcuno che ve lo presta o prenderlo a noleggio 🙂

Guarda il filmato

….

Al tempo dei nonni – esplorazione del passato recente

Finalmente riusciamo a pubblicare questo notevole lavoro che ha coinvolto la classe 2^ per lungo tempo.

Durante il 2° quadrimestre infatti abbiamo invitato in classe nonne e nonni per ascoltare com’era la loro vita quando erano bambine e bambini.

Non tutti i nonni sono potuti venire a scuola, alcuni però ci hanno mandato degli scritti, altri hanno collaborato online scrivendo alcuni articoli…

Trovate tutto pubblicato nella sezione del sito a loro dedicata

L’ANGOLO DEI NONNI

e se qualcuno avesse ancora qualche bella storia da raccontare, che ci scriva!!!!! saremo felici di aggiungere un nuovo articolo 🙂

Ecco le tappe di questa esperienza coinvolgente:

  • divisi in gruppi tematici abbiamo preparato delle domande

  • i nonni sono venuti ospiti in classe durante più giorni e noi abbiamo preso appunti

  • in gruppo abbiamo riordinato gli appunti scrivendoli al computer

  • abbiamo riletto gli appunti tutti assieme aggiungendo, grazie alla memoria dei compagni, ciò che avevamo dimenticato

  • collettivamente abbiamo iniziato a scrivere il documento che troverete qui sotto

  • la maestra Anna ha completato il piccolo “libro” e aggiunto le foto e il vocabolario

Ed ecco infine alcune foto di noi con i nostri specialissimi ospiti

(altro…)

Brevi racconti di nonni e nonne

La scuola di nonna Caterina (nonna di Valentina)

Nonna Caterina mi ha raccontato un po’ della scuola di quando era piccina.

A quei tempi si andava a scuola fino alla 5^ elementare. C’era una sola maestra per tutte e cinque le classi.
La mia nonna la ricorda con affetto perché era molto buona e brava e siccome si era molto poveri i quaderni e la matina li davano il Comune – e guai a sprecarli! – mentre il libro bisognava restituirlo.

A riscaldare la scuola c’era una stufa a legna. Ogni bambino portava da casa un pezzo di legna così ci oteva riscaldare.

Quando si ritornava a casa, siccome non c’era mai cibo e si era sempre affamati, si mangiavano persino le radici di fiori e piante.

 

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La casa del nonno Giovanni (nonno di Paola)

Nella casa di mio nonno c’era il focolare e serviva sia per cucinare sia per riscaldare la cucina. Non c’era il riscaldamento nelle altre stanze.

Il lavello era in pietra e non c’era l’acqua corrente; l’acqua veniva raccolta dal pozzo con il secchio.

La casa di mio nonno aveva la corrente elettrica e serviva ad illuminare le stanze. Non c’erano radio, televisione, lavatrice o altri elettrodomestici.

Non c’era il bagno: per lavarsi usavano il catino, il secchio o il mastello.

I mobili erano pochi e molto semplici: in cucina c’era il tavolo e la credenza e nelle camere il letto e l’armadio.

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La scuola di nonna Luisa (nonna di Annasole)

Sono nata a Thiene l’11 febbraio 1949, la mia scuola si chiamava “Scarcerle”, era pubblica e distava dalla mia abitazione circa 300 metri quindi già in 1^ elementare andavo a scuola da sola.

L’anno scolastico iniziava il 1° ottobre. Avevo un grembiule nero con colletto e fiocoo bianchi.

La scuola era in pieno centro, era molto grande; si saliva dalla gradinata principale e a sinistra c’era il corridoio delle classi femminili mentre a destra quello delle classi maschili. Ricordo che c’era solo una classe mista.

Avevamo una sola maestra che ci insegnava tutte le materie, io andavo a scuola molto volentieri.

La classe aveva la cattedra sopraelevata, c’era una grande lavagna ed i banchi erano in legno; il nostro tavolo era attaccato al sedile da una pedana. Sopra il banco c’era il calamaio, perché la biro non esisteva ancora: ho iniziato ad usarla in 1^ media.

La cartella era tipo “diplomatica” in cuoio e conteneva qualche quaderno ed un solo libro, il sussidiario. L’astuccio era in legno perché doveva contenere matita, gomma e pennale con il pennino che intingevo nel calamaio per scrivere sul quaderno. Poi asciugavo con la carta assorbente.

Disegnavo con le matite colorate, non esistevano ancora i pennarelli.

La mia maestra non bastonava, però i maestri usavano la bacchetta per punire i maschietti, comunque non è mai morto nessuno!

In aula c’erano 4 file di banchi, nell’ultima fila venivano messe le indisciplinate oppure dietro alla lavagna. Ricordo la “canevera”, un’asta lunga in giunco che la maestra usava per indicare quello che era scritto sulla lavagna o per localizzare qualche luogo nelle cartine geografiche.

Anche la maestra aveva il grembiule nero.

Le lezioni iniziavano alle 8.30, la ricreazione era dalle 10.30 alle 11.00 e si finiva alle 12.30. Non c’era la mensa e neppure il rientro pomeridiano.

La maestra mi chiamava in catterda per scrivere alcune sue cartoline: diceva che avevo una bella scrittura, che poi ho rovinato con l’uso della biro.

Quando mia madre parlava con la maestra, quallo che diceva la maestra era “sacro”!

La scuola dei nonni – L’asilo di nonna Franca – parte 2

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Gennaio 1933

Sono sempre all’asilo di Marostica. Terzo anno, mi sento già grande. Le suore avevano preparato una recita per i nostri genitori. Io e altre sette amichette dovevamo fare un balletto.

Il problema più grande per la mia mamma era trovare i soldi per comperare la stoffa per confezionarmi il vestito.

In Italia c’era un periodo di grande crisi, come c’è adesso. Il papà aveva dovuto chiudere il negozio perché la gente, non avendo quattrini, non comperava niente. Noi eravamo in quattro fratelli, la sorellina più piccola, Milena , aveva appena tre mesi.

La mamma di una mia compagna che si trova in prima fila ” la Nella ” come noi la chiamavam , si offerse di comperare la stoffa , purché la mia mamma confezionasse i vestiti per entrambe. Così infatti avvenne.

Osservate la foto: io sono la prima a sinistra con un vestito a fiori; in prima fila c’è Nella, con un vestito uguale al mio. La mamma ci ha messo un bordo bianco perché sembrasse un po’ diverso dal mio. Siamo state molto brave, abbiamo ballato bene e ricevuto molti applausi .

L’anno successivo , 1934 , sarei andata in prima elementare .

In Italia , intanto , erano avvenuti degli avvenimenti molto importanti . Era andato al governo il partito fascista con a capo il Duce Benito Mussolini.

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