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Una pagina in evoluzione che vuole raccogliere ed offrire spunti di riflessione attorno al tema dei cosiddetti nativi digitali e al ruolo che le nuove tecnologie possono assumere nel modellamento dei nostri processi di apprendimento.

Per tutti i curiosi e per chi pensa che l’educazione oggi debba confrontarsi dialetticamente con il mondo che verrà.

Hard disk, chiavette e tutti i supporti digitali sono ormai i nostri scrigni in cui riponiamo le tracce della nostra vita: documenti, nomi, dati, fotografie, ricordi, amori, emozioni. In occasioni di un convegno che si tiene alla Bicocca di Milano, oggi una puntata dedicata alla nuova memoria e soprattuto alle nostre identità digitali.

 

In quest’ottica, la realtà virtuale può essere considerata un’interfaccia «esperienziale», in cui la componente percettiva (visiva, tattile, cinestetica) si fonde con l’interattività: io conosco gli oggetti e imparo ad utilizzarli attraverso l’esperienza diretta e in tempo reale delle loro reazioni in funzione delle mie azioni. Per questo la realtà virtuale viene utilizzata per far apprendere al soggetto delle abilità motorie complesse nei simulatori di volo, di guida o, in ambito medico, nelle simulazioni chirurgiche.

 

  •  “Dall’immagine alla realtà virtuale” di G.Riva

 

 

Sappiamo bene come uno dei modi migliori per imparare una lingua sia quello di fare esperienza in una città  straniera. E’ questa l’idea che ci ha ispirati nell’immaginare una didattica delle lingue con l’ausilio dei Mondi Virtuali: ricreare una serie di ambientazioni tipiche di un paese straniero, come l’aeroporto, il museo, la discoteca, nelle quali immergersi in esperienze di vita reale.

 

 

 

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