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Lunedì mattina le maestre ci hanno letto un bellissimo libro

“IL GELATAIO TIRELLI” 

Tirelli era un gelataio e prima di lui lo era stato suo zio.Era cresciuto con lui e la sua mamma in Italia, a Venezia dove un tenerissimo zio gelataio si era preso cura di lui viziandolo con i suoi gelati dai gusti uno più buono dell’altro. Tirelli andava nella sua gelateria ogni giorno e ogni giorno c’era per lui la meraviglia di assaggiare cose buonissime.

Il ricordo di quel tempo e delle sensazioni familiari legate al gelato lo avevano accompagnato anche dopo il suo trasferimento a Budapest e anche dopo, da adulto quando aveva deciso di aprire una gelateria.

La gelateria del gelataio Tirelli era un riferimento per i bambini del suo quartiere. Tra i suoi clienti preferiti c’era anche Peter, un ragazzino ebreo molto goloso.

Purtroppo nel 1944. durante la seconda guerra mondiale, i nazisti invasero la città e la famiglia di Peter fu costretta a fare i conti.

Il ricordo della sua vita felice in Italia e di quanto suo zio si fosse preso cura di lui, spinge Tirelli a prendersi cura degli altri

E così che Tirelli decise di fare qualcosa di più dolce di qualsiasi gelato: aiutare il piccolo Peter, la sua famiglia e altre famiglie di ebrei in pericolo. Con coraggio, rischiando la sua stessa vita, li nascose nel retrobottega della sua gelateria.

Fuori nevicava, pioveva, la guerra infuriava, ma dentro il negozio erano al sicuro.Passò l’inverno e in primavera finalmente la guerra finì. Peter e la sua famiglia, i vicini che abitavano dall’altra parte della strada, e gli amici della sinagoga, lasciarono la gelateria e piano piano provarono a tornare alla vita di tutti i giorni. Molti ebrei  ungheresi riuscirono a salvarsi e a fuggire ai rastrellamenti e alle deportazioni.

Ecco perchè il gelataio Tirelli è stato riconosciuto come “Giusto tra le Nazioni”, un titolo riservato a tutti i non ebrei che, durante la Seconda Guerra Mondiale, hanno salvato anche un solo ebreo perseguitato.

 

Lavoro delle classi seconda e terza

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