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Pessah in cl.5^

Pessah in cl.5^

Giovedì 28 aprile la mamma e il papà di Lia sono venuti a mostrarci come la tradizione ebraica festeggia la Pasqua.

Ci  hanno spiegato in poche parole i significati della loro “Pessah“.

Abbiamo  assaggiato molti cibi di tradizione come il sedano immerso nell’acqua salata per ricordare le lacrime versate  quando gli ebrei erano stati resi schiavi oppure la salsa con i datteri che ricordava la malta che usavano per costruire le opere che il faraone ordinava.

Le erbe amare per l’amarezza con il quale il faraone trattava i suoi servi e schiavi e il pane azzimo che ricorda quando per la fretta di scappare non  sono riusciti a far lievitare il pane.

E infine l’uovo il cui significato era il volere e il desiderio di Dio per liberare gli ebrei dalla loro schiavitù in Egitto.

E con qualche boccone e qualche spiegazione abbiamo salutato la mamma e il papà di Lia con un grande bacione 😀

Storie ad occhi chiusi – Pungilaluna alla Festa del Maron

Ieri sera noi bambini siamo stati invitati nella sala civica per ascoltare delle storie che Cristina e Antonella, dell’Associazione Pungilaluna, ci hanno letto.

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fotografie di Sandro Merlo

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Io, Giovanni e Francesco ci stringevamo quando stavamo ascoltando Dudù Mannara perché ci faceva un po’ di paura. (Nicolò)

Le due lettrici erano proprio brave e quando è finito siamo andati a casa tutti contenti. (Valentina)

A me è piaciuto quando Cristina ha letto Dudù Mannara, mi ero messa tutta sotto le coperte e le tenevo strette perché quella storia mi faceva un po’ di paura. (Paola)

La storia più bella è stata A caccia dell’orso perché perché è stata divertentissima. (Tommaso)

A me è piaciuto il libro dell’orso perché c’erano questi 3 fratellini che dicevano di non aver paura dell’orso, ma quando erano erano nella grotta dove c’era l’orso per davvero, sono scappati via tutti. (Filippo C.)

Anch’io ho avuto un po’ di paura nell’ascoltare La mano della strega, ma allo stesso tempo mi piaceva. (Lia)

Anche a me è piaciuta la storia della caccia all’orso perché era davvero spassosa. (Filippo P.)

E’ stato bello quando Cristina ha letto La mano della strega e quando io, Nicolò, Tommaso e Giovanni eravamo vicini vicini e sussurravamo e ascoltavamo. (Francesco)

 

Grazie Pungilaluna per averci letto tanti bellissimi libri, ci ha fatto tanto piacere ascoltarvi.

Saremmo molto molto contenti se passaste a trovarci un giorno a scuola, in cambio delle vostre storie noi potremmo offrirvi innanzitutto il nostro ascolto, poi una bella passeggiata e magari anche un bel disegno grande. Sarebbe un momento in cui potremmo conoscerci di più, potreste anche mangiare in mensa con noi per poi passare la ricreazione assieme.

Così anche chi ieri sera non c’era potrà apprezzare le vostre letture.

….. la classe 3^

 

 

Altri racconti, altre memorie … 2^ parte

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Nonno Gianni e nonna Mirella raccontano a Filippo

Tutti e due, da piccoli, abitavano vicino al Silan. Tra i tanti giochi che praticavano  in alcune stagioni dell’anno c’era quello della pesca dei gamberi d’acqua dolce.Il nonno, più coraggioso, alzava i sassi in acqua e  con la mano li prendeva sul carapace, attento a non essere  pizzicato dalle chele che nei gamberi adulti erano potenti.Una volta raccolti, venivano messi in un catino colmo d’acqua perché non morissero.Il nonno Gianni , dopo aver portato alla sua mamma una buona parte dei gamberi pescati, ne tratteneva una certa quantità da fare un pranzetto con la nonna, che dalla bottega prendeva olio, sale e farina per cucinarli.

…. (altro…)

Altri racconti, altre memorie

Nonna Pierina racconta a Denise:

La nonna Pierina, che è la mamma di mia mamma, mi ha raccontato un fatto che le è successo quando era a scuola.

Un giorno, come molti altri, era più stanca del solito e la sua maestra riprese a leggere ai suoi alunni un libro che aveva iniziato qualche giorno prima. A mia nonna è sempre piaciuto ascoltare le letture ma quel giorno a

causa dalla stanchezza appoggiò la testa sul banco e senza accorgersene si

addormentò. Molto probabilmente il giorno prima, come spesso accadeva, al rientro da scuola doveva aiutare i genitori nelle faccende di casa o a lavorare sui campi e per questo i compiti che la maestra assegnava venivano fatti tardi andando a dormire quindi non molto presto.

Quando il racconto stava per terminare la sua compagna di banco con una gomitata la svegliò la maestra quando finì di leggere le disse:

Ma… buongiorno!!!”.

E mia nonna si scusò.

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Nonna Silvana racconta a Denise:

La nonna Silvana, che è mia nonna paterna, mi ha raccontato che quando era piccola salivano e scendevano molti greggi di pecore dalla montagna rispetto ad oggi e passavano, come capita anche in questi anni, vicino a casa.

Lei e altri quatto suoi amici un giorno videro un gregge e decisero di seguirlo per un po’ rimanendo comunque ad una certa distanza. Passato del tempo si accorsero che un agnellino era caduto in uno scolo dell’acqua piovana che era senza protezione e i pastori non se ne erano accorti.

Loro andarono lì vicino per tirarlo fuori dal buco e decisero di non avvisare i pastori perchè quasi quasi volevano tenerselo.

Solo che dopo avevano capito che avrebbero litigato molto spesso perchè ognuno di loro aveva una stalla e quindi tutti volevano tenerlo per sé.

Quindi decisero di andarlo a dire ai proprietari e mentre gli altri amici corsero a chiamarli, la nonna rimase vicino all’agnellino per fargli compagnia. Quando uno dei pastori arrivò, ringraziò tutti i bambini, prese in braccio l’agnellino e raggiunse il resto del gregge.

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Nonna Caterina racconta a Filippo:

Quando io andavo alle elementari, non facevamo le belle gite di tanti giorni come fate voi adesso.
Andavamo in passeggiate all’eremo di San Bovo, vicino a Privà.
Il nostro maestro Rino Filipucci ci scatto’ questa foto davanti alla chiesetta allora diroccata, ma ora ricostruita.
Era l’anno 1961 e non esisteva la fotografia a colori.
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Nonna Caterina è quella in basso a sinistra
foto nonnna caterina
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